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17/06/2008

APPROVATE LE NUOVE PROCEDURE ANTIRUMORE DEL CATULLO

Ridotto l’impatto acustico sui cittadini Sono entrate in vigore al Valerio Catullo di Villafranca le nuove regole di decollo che hanno l’obiettivo di limitare l’impatto acustico sulle aree più densamente abitate e quindi di evitare il sorvolo sulla città di Verona e sulle zone limitrofe da parte degli aeromobili. Le rinnovate procedure sono state presentate oggi nel corso di una conferenza stampa tenuta in aeroporto, illustrate dal direttore generale della Società di gestione, Claudio Boccardo; dal direttore centrale dell’area tecnico operativa, Antonio Zerman, responsabile anche delle procedure di controllo e di mitigazione ambientale degli scali di Verona e Brescia; dall’assessore all’Ecologia del Comune di Verona, Federico Sboarina. All’incontro hanno partecipato il sindaco di Villafranca, Mario Faccioli, il vicesindaco e assessore all’Ecologia Alessio Adami; Lorenzo Gaspari per il Comune di Sommacampagna; per l’Enac, il direttore di aeroporto Valerio Bonato e per l’aeronautica militare, il comandante Rms Fabio Nuccetelli. Il lavoro di definizione delle nuove regole ha goduto della fattiva collaborazione dei tre Comuni interessati dal rumore aeroportuale - Verona, Villafranca e Sommacampagna - che hanno contribuito a trovare una soluzione ai problemi di impatto acustico e a consentire un migliore bilanciamento dell’impatto sul territorio secondo le norme di tutela dal rumore. La modifica delle rotte di decollo prevede in particolare un cambiamento nell’attuale procedura di salita in direzione di Verona: i piloti sono tenuti oggi ad effettuare l’inizio della virata con largo anticipo rispetto al passato. Se in precedenza l’obbligo di virata doveva avvenire entro 2,5 km dal VOR (Vhf Omnidirectional Range) del Catullo, che si trova sulla testata nord della pista, adesso – con l’inserimento delle procedure antirumore – è imposto l’obbligo di una manovra più stretta, virata (fine pista) sul VOR una volta raggiunti i 200 metri di altezza. “Il rispetto di queste nuove procedure tecniche – rileva il direttore Boccardo – porterà risultati apprezzabili nella quotidianità dei cittadini delle zone più densamente abitate che non saranno più interessati al sorvolo degli aerei”. Il traffico in decollo – con l’unica eccezione di speciali condizioni in cui prevale la garanzia della sicurezza – passerà su un corridoio di campi coltivati, a bassissima presenza abitativa. Nel mese di maggio, la nuova procedura ha ottenuto l’approvazione dell’Enac, L’Ente nazionale per l’aviazione civile, che ufficialmente “autorizza la direzione aeroportuale veronese a comminare le sanzioni qualora venga accertata una violazione delle stesse”. “La nuova procedura licenziata dall’Enac con il contributo e la supervisione dello Stato Maggiore dell’aeronautica – spiega il direttore Zerman – è il risultato di anni di lavoro della commissione antirumore che ha provveduto, con la collaborazione di tutti gli enti partecipanti, al monitoraggio acustico e alla simulazione con modelli matematici dell’impatto sulle zone interessate ai decolli, all’analisi delle rotte, alle misurazioni fonometriche nelle aree critiche, alla simulazione di diverse rotte possibili, sino alla scelta del tracciato migliore dal punto di vista acustico, compatibilmente con le esigenze tecniche e di sicurezza degli aeromobili”.