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13/02/2010

Fabio Bortolazzi, Presidente della Società Catullo Spa interviene all'Italy & South Eastern Europe Investment Forum

Fabio Bortolazzi, Presidente della Società Catullo Spa, che gestisce gli aeroporti di Verona e Brescia, nell’intervento di oggi  in occasione del Italy & South Eastern Europe Investment Forum, organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico, detta i prossimi step della strategia di sviluppo degli scali: diversificazione dei flussi di transito e attuazione del progetto di sistema tra gli scali di Verona e Brescia e gli aeroporti milanesi.

Verona, 11 febbraio 2010 – L’intervento di Fabio Bortolazzi, Presidente della Società Catullo Spa, all’interno del Italy & South Eastern Europe Investment Forum è l’occasione per tratteggiare la strategia che sarà attuata già nei prossimi mesi per lo sviluppo dello scalo veronese e bresciano. Due gli elementi cardine: diversificazione dei flussi di transito con apertura al low cost e attuazione del progetto di sistema integrato di aeroporti più grande del Sud Europa, South European Airport System, attraverso l’alleanza con gli scali milanesi.

La crisi che affligge il mercato del trasporto aereo dal 2008 (Eurocontrol ha annunciato nel 2009 un calo del -6,6% sul traffico 2008 in Europa), rendendo lo scenario estremamente complesso, impone scelte strategiche molto forti sia nel breve che nel lungo periodo. Recentemente l’Aeroporto di Verona è stato protagonista di due avvenimenti fondamentali: l’avviamento del passaggio di status da militare a civile, con un progressiva conversione degli spazi di proprietà dell’Aeronautica Militare a spazi civili, e affidamento della gestione dello scalo in concessione quarantennale alla Società Catullo Spa, registrata alla Corte dei Conti il 12 febbraio 2009. Questi due elementi sono strettamente collegati e funzionali all’attuazione del piano di sviluppo che interesserà lo scalo nei prossimi quattro anni con investimenti che al momento si stimano intorno ai 78 milioni di euro complessivi per l’arco temporale indicato, con una crescita del traffico che si attesterà nel 2014 intorno ai 4,5 milioni di passeggeri in transito.

Il piano industriale si muoverà su diverse aree quali ad esempio lo sviluppo infrastrutturale delle aree destinate all’accoglienza dei passeggeri e alla movimentazione dei vettori, l’aperture di nuove tratte finalizzate alla crescita del traffico sia incoming che outgoing,  e lo sviluppo dei ricavi commerciali grazie ad un potenziamento dell’area non aviation. In particolare, si punta ad un potenziamento dei collegamenti low cost proseguendo l’attuale politica di diversificazione del traffico (linea, charter e low cost). Si sta lavorando ad uno sviluppo delle infrastrutture per differenziare il flusso di passeggeri: in questo modo l'utenza business troverà un servizio allineato con le sue esigenze, mentre al viaggiatore low cost verrà offerto un servizio differente in base alle sue necessità. In particolar modo, già da quest’anno sarà pronto il terminal dedicato al traffico low cost, così pure si punta al potenziamento delle aree commerciali, dei servizi e dei parcheggi sempre dedicati al viaggiatore low cost. Da evidenziare inoltre che lo scalo di Verona, dato il cambio di status da militare a civile, con la progressiva conversione degli spazi da militari a civili, ha una potenzialità di sviluppo di quattro volte superiore all’attuale capacità.

Il piano di sviluppo per lo scalo Montichiari già presentato ad Enac potrà essere attuato solo dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato (16 febbraio 2010) circa la questione della concessione. Se la Società Catullo sarà riconosciuta unica società legittima a ricevere la concessione, si lavorerà per sviluppare ulteriormente  la vocazione cargo dello scalo bresciano e a latere allo sviluppo progressivo dell'aviazione generale, oltre al traffico low cost e charter fino a saturazione della capacità.